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Mental coaching nel calcio: cosa si allena, dal rigore all’errore

Il lato mentale del calcio: rigori, errori, panchina, pressione del risultato. Cosa allena un mental coach con un calciatore e quando può servire.

di Francesco Borrelli · · 4 min di lettura

Un calciatore in corsa con la palla al piede

Nel calcio si allenano tecnica, tattica e fisico tutta la settimana. Poi arriva la partita e a volte non esce niente di quello che si è preparato: il primo controllo sbagliato pesa, le gambe si fanno dure, la testa va al risultato. La parte mentale si può allenare con la stessa serietà delle altre. Ecco su cosa lavora un mental coach con chi gioca a calcio.

Perché la testa conta nel calcio

Il calcio mette insieme tre pressioni. Quella del risultato, perché spesso basta un gol a decidere tutto. Quella degli altri: allenatore, compagni, pubblico e, per i più giovani, i genitori a bordo campo. E quella della continuità: novanta minuti in cui si tocca palla poche volte e bisogna essere pronti proprio in quei momenti.

Cosa si allena, in concreto

Ripartire dopo un errore

Un passaggio sbagliato, un gol subito, un rigore fallito. Si allena un gesto di chiusura (un respiro, una parola, sistemarsi i parastinchi) e un’attenzione che torna subito sull’azione successiva, invece di restare sull’errore per i dieci minuti dopo.

Il rigore e i calci piazzati

È il momento in cui il calcio diventa uno sport individuale. Una routine breve e sempre uguale (dove mettere la palla, quanti passi, dove guardare) e una decisione presa prima della rincorsa aiutano a calciare in partita come in allenamento.

La concentrazione nei momenti morti

Un portiere può restare a lungo senza toccare palla e dover essere perfetto all’improvviso; un difensore deve restare attento anche quando il gioco è dall’altra parte. Si lavora su come mantenere l’attenzione per tutta la partita, non solo quando si è nel vivo dell’azione.

Panchina, convocazioni, ruolo

Non essere convocati, entrare a dieci minuti dalla fine, cambiare ruolo: sono situazioni che pesano sulla motivazione più di una sconfitta. Si lavora su come restare pronti, come parlarne con l’allenatore e come non far dipendere il proprio valore da una distinta.

Il rapporto con lo spogliatoio

Comunicare in campo, gestire le critiche, essere un compagno su cui contare quando le cose vanno male. Sono abilità che fanno crescere anche la squadra, e si allenano come le altre.

Molti di questi strumenti valgono anche in altri sport: la battuta nella pallavolo e il servizio nel tennis si preparano con la stessa logica del rigore.

Nei settori giovanili

Per un ragazzo il contesto pesa quanto gli strumenti. Dopo la partita, chiedere «ti sei divertito? cosa hai provato a fare?» aiuta più di un’analisi del risultato. Se a giocare è tuo figlio, trovi una guida dedicata in mental coach per ragazzi: come sceglierlo, e su KaiPai per i minorenni serve sempre l’autorizzazione di un genitore.

Quando può servire un mental coach

  • In allenamento rendi molto meglio che in partita.
  • Dopo un errore il resto della partita va storto.
  • Hai paura di sbagliare il rigore, o eviti di calciarlo.
  • Stai vivendo male un periodo in panchina o il ritorno da un infortunio.
  • Vuoi rendere più stabile il tuo rendimento, senza un problema preciso.

Gli strumenti contro la tensione prima della gara (respirazione, routine, dialogo interno) sono raccolti nella guida sull’ansia da prestazione nello sport.

Come iniziare

Su KaiPai la prima sessione è conoscitiva, dura 20 minuti ed è gratuita: serve a capire se il coach fa per te. Trovi i mental coach per il calcio in una pagina dedicata; la guida su come scegliere un mental coach ti dice cosa guardare, e quella su come funziona una seduta online cosa aspettarti.

Domande frequenti

Il mental coach lavora con il singolo o con la squadra?

Può fare entrambe le cose. Su KaiPai le sedute sono individuali, in videochiamata; per le squadre e le società l’offerta è in costruzione.

Serve anche ai portieri?

Sì: è il ruolo in cui l’errore si vede di più e in cui si resta più a lungo senza toccare palla. Concentrazione e ripartenza dopo l’errore sono temi centrali.

Quanto dura la prima seduta?

La sessione conoscitiva dura 20 minuti ed è gratuita.

Vuoi allenare la testa con un mental coach?

La prima sessione conoscitiva è gratuita, in videochiamata.

I mental coach per il calcio