Per le famiglie
Dietro ogni giovane atleta, una famiglia.
La testa di tuo figlio si allena anche fuori dal campo — a casa, nel modo in cui gli parli dopo una partita. Non devi essere il suo coach: devi essere il suo posto sicuro. Ti aiutiamo a farlo.
Il ruolo dei genitori
Il tuo sostegno è parte dell’allenamento.
Il coach lavora sulla mente del ragazzo; tu costruisci il contesto in cui quella crescita mette radici. Tre principi che fanno la differenza.
Meno pressione, più fiducia
La spinta a “rendere” pesa più di quanto sembri. Il tuo sostegno vale di più quando è incondizionato: ci sei nella vittoria e nella sconfitta.
Sei un alleato, non un giudice
Dopo la partita la domanda giusta non è “quanti gol hai fatto?” ma “ti sei divertito?”. Il coach lavora sulla testa; tu proteggi la serenità.
Rispetta i suoi tempi
La crescita mentale non è lineare. Accompagnare significa dare spazio, non accelerare: gli obiettivi restano suoi, non tuoi.
Consenso dei genitori
Per gli under 18 sei tu ad autorizzare account, prima sessione e trattamento dei dati.
Riservatezza
Uno spazio protetto per il ragazzo; a te l’autorizzazione del percorso e il confronto con il coach.
Coach verificati & GDPR
Guide approvate e certificate. Dati trattati solo per il servizio, nel rispetto del GDPR.
Domande frequenti
Minori, consenso e riservatezza.
Mio figlio è minorenne: serve il mio consenso?
Sì, ed è la piattaforma stessa a chiederlo: un atleta fra i 15 e i 17 anni può registrarsi ed esplorare, ma non può richiedere sessioni finché non autorizzi tu. Ricevi un’email con un link, leggi cosa stai autorizzando e confermi in un minuto, senza creare un account. Il consenso privacy, invece, il ragazzo lo presta da sé: dai 14 anni la legge italiana glielo riconosce.
Cosa mi viene condiviso delle sessioni?
Non la trascrizione dei contenuti: uno spazio riservato è ciò che permette al ragazzo di aprirsi, ed è quello che rende utile il coaching. Puoi però chiedere al coach un confronto sull’andamento generale e sugli obiettivi di lavoro, e resti il referente per tutto ciò che riguarda il percorso. Se emerge qualcosa che riguarda la sua sicurezza, vieni sempre coinvolto.
Le sessioni sono riservate?
Sì. I contenuti condivisi dal ragazzo con il coach sono trattati con riservatezza. La riservatezza non è mai un ostacolo alla tutela: in situazioni che riguardano la salute o l’incolumità del minore, il coach agisce nell’interesse del ragazzo e coinvolge la famiglia.
Posso assistere alle sessioni?
Per i più piccoli concordiamo insieme al coach la modalità più adatta. Con gli adolescenti, di norma, uno spazio autonomo funziona meglio: resti comunque il primo riferimento e sei aggiornato sul percorso.
Il mental coaching è una terapia psicologica?
No. Il mental coaching allena abilità mentali legate alla performance sportiva (concentrazione, gestione della pressione, fiducia) e non sostituisce un percorso clinico o psicoterapeutico. Se emerge un bisogno di natura clinica, ti indirizziamo verso il supporto appropriato.
Come vengono trattati i dati di mio figlio?
Trattiamo i dati nel rispetto del GDPR, solo per erogare il servizio. Puoi accedere ai dati, chiederne la rettifica o la cancellazione in ogni momento scrivendo a privacy@kaipai.it. I dettagli sono nella Privacy Policy.
I coach sono verificati?
Sì. Ogni coach è approvato dal nostro team e le guide certificate sono formate dalla KaiPai Academy. Identità, credenziali ed esperienza sono controllate prima della pubblicazione del profilo.
Pronto ad accompagnarlo nel modo giusto?
Trova una guida verificata o scrivici: ti aiutiamo a scegliere il percorso adatto a tuo figlio.