Madre e figlio sorridenti a bordo campo, luce calda

Mental coaching per giovani atleti

Il tuo sostegno è parte dell’allenamento.

La testa di tuo figlio si allena anche fuori dal campo — a casa, nel modo in cui gli parli dopo una partita. Non devi essere il suo coach: devi essere il suo posto sicuro. Ti aiutiamo a farlo.

Il ruolo dei genitori

  • Meno pressione, più fiducia

    La spinta a “rendere” pesa più di quanto sembri. Il tuo sostegno vale di più quando è incondizionato: ci sei nella vittoria e nella sconfitta.

  • Sei un alleato, non un giudice

    Dopo la partita la domanda giusta non è “quanti gol hai fatto?” ma “ti sei divertito?”. Il coach lavora sulla testa; tu proteggi la serenità.

  • Rispetta i suoi tempi

    La crescita mentale non è lineare. Accompagnare significa dare spazio, non accelerare: gli obiettivi restano suoi, non tuoi.

Domande frequenti

Per le famiglie.

Le risposte essenziali per genitori e famiglie, prima di iniziare un percorso di mental coaching con KaiPai.

Come funziona il percorso per mio figlio?

Scegliete insieme un coach, fate la sessione conoscitiva gratuita di 20 minuti in videochiamata e, se vi convince, si parte con le sedute. Obiettivi e progressi restano scritti nella pagina del percorso. Come scegliere un mental coach per un ragazzo

Da che età si può usare KaiPai?

Dai 15 anni. Fino ai 17 anni serve la tua autorizzazione come genitore o tutore.

Se mio figlio è minorenne, cosa devo fare?

Un atleta fra i 15 e i 17 anni può registrarsi ed esplorare, ma non può richiedere sedute finché non autorizzi tu, come genitore o tutore legale. Ricevi un’email con un link, leggi cosa stai autorizzando e confermi in un minuto, senza creare un account. Il link vale 3 giorni: se scade, tuo figlio può mandartene uno nuovo dalla sua area. Leggi la guida per i genitori

Devo creare un account anch’io?

No. Autorizzi e paghi dai collegamenti personali che ricevi per email: l’account è solo di tuo figlio.

Posso revocare l’autorizzazione?

Sì, in qualsiasi momento, dal collegamento nella ricevuta che ti mandiamo o scrivendoci. La revoca blocca le nuove sedute, annulla quelle non ancora svolte e interrompe eventuali registrazioni in corso.

Possiamo fare la sessione conoscitiva insieme?

Sì. La sessione conoscitiva è gratuita e potete farla insieme, genitore e figlio: è il momento per conoscere il coach, raccontare da dove parte il ragazzo e capire se è la persona giusta.

Come scelgo il coach più adatto?

Nella lista dei coach puoi filtrare per sport, specializzazione, livello e lingua, e leggere il profilo di ognuno. Ogni profilo è approvato da un amministratore KaiPai prima di comparire. Se hai un dubbio, scrivici: ti aiutiamo a orientarti. Vai alla lista dei coach

Posso partecipare anch’io al percorso?

Resti il primo riferimento, e puoi chiedere al coach un confronto sull’andamento e sugli obiettivi. Alle sedute, con gli adolescenti, di norma funziona meglio uno spazio suo: per i più giovani la modalità si concorda con il coach.

Cosa mi viene condiviso delle sedute?

Non i contenuti: uno spazio riservato è ciò che permette al ragazzo di aprirsi. Ricevi invece il quadro generale del percorso. La riservatezza non è mai un ostacolo alla tutela: se emerge qualcosa che riguarda la sua salute o la sua sicurezza, vieni sempre coinvolto.

Le sedute vengono registrate o trascritte?

Il video mai. L’audio solo con il consenso: se il coach usa gli Appunti AI, per un minorenne serve che tu abbia autorizzato anche la registrazione, a parte rispetto alle sedute; e il ragazzo può comunque rifiutare all’inizio della seduta, che si svolge normalmente. Il riepilogo lo rivede il coach prima di condividerlo.

Come vengono monitorati i progressi?

Nella pagina del percorso ci sono gli obiettivi concordati con il coach, le azioni prese seduta dopo seduta e l’andamento nel tempo. Se attivi gli Appunti AI, la bozza del riepilogo è assistita dall’intelligenza artificiale e la rivede e approva il coach.

Cosa succede se emergono difficoltà che vanno oltre lo sport?

Il mental coaching non è una terapia: allena abilità mentali legate alla prestazione. Se emerge un bisogno di natura clinica, il coach lo dice chiaramente, coinvolge la famiglia e indirizza verso un professionista sanitario. Mental coach o psicologo dello sport?

Si paga qualcosa?

La prima sessione conoscitiva con ogni coach è gratuita e dura 20 minuti. Dopo si acquista un piano mensile o una seduta singola, al prezzo indicato dal coach, pagando online direttamente a lui; KaiPai non aggiunge costi e non trattiene nulla.

Come pago le sedute di mio figlio?

Tuo figlio sceglie il percorso o la seduta dalla scheda del coach; tu ricevi un’email con un collegamento personale, valido 7 giorni, dove vedi coach, prezzo e condizioni, confermi di voler iniziare subito e paghi con la tua carta su Stripe. L’acquisto resta intestato a lui, che prenota le sedute dal suo account.

Posso annullare l’abbonamento di mio figlio?

Sì: si annulla dall’area «Abbonamenti» di tuo figlio, quando volete, e resta attivo fino alla fine del mese già pagato.

Posso chiedere un rimborso?

Hai 14 giorni dal pagamento per recedere, scrivendo a privacy@kaipaicoaching.com: le sedute non ancora svolte vengono rimborsate sulla carta usata per pagare. Termini, art. 18

Come vengono trattati i dati di mio figlio?

Nel rispetto del GDPR, solo per erogare il servizio. Puoi accedere ai dati, chiederne la rettifica o la cancellazione in ogni momento scrivendo a privacy@kaipaicoaching.com. I dettagli sono nella Privacy Policy. Privacy Policy

Prima di iniziare

Mental coach o psicologo dello sport?

Sono due figure diverse, e spesso complementari. Su KaiPai lavorano mental coach sportivi: il loro è un percorso di allenamento mentale, non una terapia.

Il mental coach

  • Allena abilità mentali legate alla prestazione: concentrazione, gestione della pressione, motivazione, routine.
  • Lavora con chi sta bene e vuole rendere meglio, in gara e in allenamento.
  • Si concentra sul presente e sugli obiettivi sportivi.

Lo psicologo dello sport

  • È uno psicologo iscritto all’Albo, con una formazione specifica in ambito sportivo.
  • Può valutare e, se è anche psicoterapeuta, curare disagi e disturbi.
  • È la figura giusta quando la difficoltà va oltre il campo.

Se durante il percorso emerge un bisogno di natura clinica — ansia che pesa anche fuori dal campo, umore, alimentazione — il coach lo dice chiaramente e indirizza verso un professionista sanitario.